Honor Robot Phone: il gimbal motorizzato conta più dei 200 MP

Non mi hanno convinta i 200 MP. Anzi, sono probabilmente la cosa che mi interessa meno di tutto il lancio dell’Honor Robot Phone.

HONOR ha presentato ufficialmente il Robot Phone, il suo nuovo smartphone con gimbal meccanico motorizzato integrato nel corpo, e la domanda che mi frulla in testa da quando l’ho letto è un’altra: può diventare, di fatto, un piccolo operatore video che lavora al posto mio mentre io fotografo?

Il sistema è esattamente quello che sembra: una fotocamera che si muove fisicamente, segue un soggetto e stabilizza il video senza bisogno di un gimbal esterno. HONOR lo chiama Titanium Agile, un gimbal a 4 gradi di libertà, abbinato a tracking AI e a una serie di funzioni “Robot” gestite tramite YOYO (sì, si chiama davvero così).

Sulla carta il comparto fotografico dell’Honor Robot Phone fa la sua bella figura: sensore principale da 200 MP, teleobiettivo periscopico anche lui da 200 MP, ultra-grandangolare da 50 MP, più un’integrazione con ARRI per colore e resa cinematografica. Numeri importanti, per carità.

Ma se lavori già con una fotocamera professionale, secondo me la domanda giusta non è “può sostituire la mia Nikon?”. No. E probabilmente non è nemmeno quello per cui questo telefono è pensato.

Il tracking automatico dell’Honor Robot Phone: quello che mi interessa davvero

Pensate a un servizio fotografico in esterna: vi spostate, vi abbassate, date indicazioni, cambiate inquadratura in continuazione. Accanto a voi, appoggiato su un supporto, c’è lo smartphone. E mentre voi lavorate, lui vi segue da solo dentro l’inquadratura, registrando il backstage.

Alla fine del servizio vi ritrovate con le foto scattate con la vostra macchina e con diversi minuti di materiale video pronto per Reel, Stories, dietro le quinte, tutorial. Senza aver mosso un dito in più.

Per chi lavora da solo, come me, non è un dettaglio da poco. Una delle difficoltà più concrete nel creare contenuti per Anis Photo è banale quanto irrisolvibile: mentre fotografo, non posso anche riprendermi mentre fotografo. Servirebbe qualcuno accanto a me con il telefono in mano. E quel qualcuno, di solito, non c’è.

Con un sistema così, almeno in teoria, quella parte del lavoro potrebbe diventare automatica.

Non solo “seguimi”: il gimbal motorizzato e la composizione

C’è un dettaglio che, dal punto di vista della composizione, trovo ancora più interessante: puoi decidere in quale punto dell’inquadratura tenere il soggetto, e il sistema prova a mantenerlo lì mentre si muove. Non un semplice “seguimi”, quindi, ma qualcosa più vicino a “seguimi mantenendo questa composizione”. Per chi lavora molto in verticale, per i social, può fare una bella differenza.

HONOR ha aggiunto anche una componente più “robotica”: la fotocamera si muove come una piccola testa, riconosce i gesti, reagisce alla musica, interagisce tramite schermo. Questa parte, personalmente, la vivo più come una dimostrazione di quello che la tecnologia sa fare che come un vero motivo d’acquisto. Il tracking durante il lavoro, invece, quello sì che ha un’utilità concreta.

Da concept a prodotto vero

C’è un’ultima cosa che mi fa riflettere: fino a qualche mese fa questa roba sembrava un concept futuristico mostrato alle fiere di elettronica. Ora l’Honor Robot Phone è un prodotto che si può comprare davvero.

Per chi lavora tra fotografia e contenuti social, forse la domanda giusta non è più “gli smartphone sostituiranno le fotocamere?”, ma “quali parti del nostro lavoro possono automatizzare, mentre noi continuiamo a fare quello che sappiamo fare meglio?”.

Nel mio caso, la risposta è abbastanza semplice: non voglio che l’Honor Robot Phone sostituisca la mia Nikon.

Voglio che sostituisca la persona che dovrebbe starmi dietro con il telefono in mano, ogni volta che fotografo.

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *