Finalmente Cani da Incubo è stato rimosso dalla programmazione di prime video.
Non ho mai detto nulla sull’argomento ma vorrei esprimere il mio pensiero perché credo sia importante che la filosofia Anis Photo che metto nel mio lavoro sia chiara a tutti, sia ai clienti proprietari dei cani che vengono da me per un servizio, che ai miei corsisti, futuri Dog Photographer che spero possano portare avanti la stessa filosofia.
É stata una mossa importante quella di cancellare un programma come quello. Lo dico anche da educatrice professionale, non solo da fotografa. Non perché si debbano cancellare le opinioni diverse, ma perché alcuni metodi coercitivi utilizzati sui cani non dovrebbero essere divulgati attraverso un programma televisivo rivolto al grande pubblico!
Chi guarda da casa spesso non ha gli strumenti per capire quando una tecnica sia rischiosa, in quale contesto venga applicata o quali conseguenze possa avere. Il pericolo è che certi gesti vengano imitati pensando che siano la normalità o la soluzione più efficace e veloce.
Viviamo in un’epoca in cui, in qualsiasi ambito, si cercano risultati sempre più rapidi e con il minimo sforzo. Ma la vita, e soprattutto il rapporto con un animale, non funziona così. Non esistono scorciatoie che sostituiscano il tempo, la pazienza, la dedizione e il rispetto. Costruire una relazione richiede impegno quotidiano, ascolto e la volontà di comprendere chi abbiamo accanto, non di imporre il nostro volere.
Negli ultimi anni abbiamo imparato moltissimo sul linguaggio del cane, sulle emozioni, sulla comunicazione e sull’importanza di costruire una relazione basata sulla fiducia piuttosto che sulla paura. Sono studi reali, che abbiamo conquistato nel tempo, che un solo episodio di cani da incubo distruggeva portandoci indietro di decenni.
Sottolineo che la dedizione il rispetto e i tempi, fanno parte della stessa filosofia che accompagna ogni servizio fotografico di Anis Photo.
Per me una fotografia bella non nasce da un cane immobile perché costretto, ma da un cane sereno, libero di esprimersi, rispettato nei suoi tempi e nelle sue emozioni.
Per questo durante i miei servizi non cerco mai “l’obbedienza perfetta”.
Perché il rispetto è la salute psicofisica del cane viene prima della fotografia.
Lo stesso principio vale nei workshop che tengo per fotografi: prima impariamo a leggere il cane, poi impariamo a fotografarlo.
La fotografia può essere un modo per raccontare chi è davvero un animale, non per piegarlo alle nostre esigenze!
E forse è proprio questo il messaggio più importante: il benessere del cane non è un dettaglio. È il punto di partenza! Chi viene da me lo sa che io lavoro così.
La chiusura di Cani da Incubo, per me, non rappresenta la fine di un programma televisivo. Rappresenta il segnale che la cultura del rispetto, dell’ascolto e della comprensione del cane sta finalmente trovando sempre più spazio. E questa è una direzione che vale la pena continuare a seguire!
